Codroipo Cuore Live del Medio Friuli

Sito del Turismo del Medio Friuli: conoscere, capire e gustare il Medio Friuli

Associazione Intercomunale dei Comuni del Medio Friuli: Basiliano, Bertiolo, Camino al Tagliamento,

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L'AMBIENTE DEL MEDIO FRIULI

La parte centrale della pianura friulana è il risultato della deposizione di sedimenti fluvio-glaciali e alluvionali, trasportati dalle acque di fusione del ghiacciaio del Tagliamento al suo sbocco in pianura. Il materiale, trascinato a valle dalla forza della corrente e poi depositato al diminuire della velocità dell’acqua, diventa più fine man mano che si procede da monte verso valle: si viene così a determinare un’ampia fascia di transizione, detta linea delle risorgive, che segna un passaggio graduale tra l’alta pianura, coperta prevalentemente di ciottoli e ghiaia e la bassa pianura, caratterizzata da sabbie, limi e argille. Qui la falda freatica, incontrando i terreni più fini e meno permeabili, viene ostacolata nel suo percorso in profondità e in buona parte emerge in superficie, generando caratteristiche sorgenti, dette olle o fontanai, da cui si origina una fitta rete di rii e di canali, che infine danno origine ai fiumi di risorgiva.
La linea delle risorgive, che corre poco al di sopra di Biauzzo, prosegue per Codroipo, Passariano, Lonca e piega verso est a Bertiolo, Flambro e Castions di Strada, al di sotto della Stradalta; in realtà è una fascia ampia dai 2 ai 30 Km, che si dilata quando la falda è in piena e viceversa si restringe in periodo di magra, spostandosi più a valle.

La cosiddetta alta pianura asciutta, posta a ridosso della fascia collinare, si presenta ricca di terreni sassosi ed aridi ed è caratterizzata da zone prative aperte e povere di specie arboree; le sue terre ghiaiose e fortemente permeabili risentono molto dell’arsura estiva, tanto da essere chiamate magredi: per questo necessitano di una rete idrica artificiale al fine di garantire l’irrigazione dei campi. Il riordino fondiario e la conseguente canalizzazione sono riusciti, tuttavia, a trasformare le aride praterie originarie, dominate solo da graminacee e punteggiate di radi arbusti, in veri campi coltivati, resi via via più ricchi di sostanza organica e quindi più fertili proprio dall’uso agrario. Poche tracce sono ormai rimaste dei prati stabili di un tempo, sostituiti con i prati avvicendati, ossia con quelle colture che assieme al mais, al frumento e alla soia costituiscono una fase delle tipiche rotazioni agrarie.
 

Le ampie distese dei campi sono spesso separate da ampi filari di alberi e arbusti, che talvolta creano piccole macchie boschive e ombreggiano piacevolmente il percorso lungo le numerose piccole stradine che è possibile percorrere in bicicletta. Nel paese di Basiliano si trovano ancora alcuni ettari di prati stabili, caratteristici di quest’area del Friuli, chiamati magri per le condizioni di aridità determinate dall’elevata permeabilità del terreno e sedi di interessanti rarità botaniche; inoltre, seguendo le stradine di campo che li circondano, si viene piacevolmente condotti alla scoperta di alcune suggestive chiesette campestri che, pur essendo a pochissima distanza dalle grandi strade di comunicazione, sembrano immerse nel silenzio e in una affascinante atmosfera naturale.

A sud-ovest della frazione di Tomba di Mereto si può raggiungere la tomba a tumulo che ha dato nome al paese: detta “Tùmbare”, si trova in una zona suggestiva, in cui spicca tra il paesaggio agrario circostante, circondata da piacevoli campi di viti e dalle acque turbolente della roggia.
Altre zone interessanti dal punto di vista naturalistico e in cui è possibile effettuare piacevoli passeggiate sono i Castellieri, tra cui i principali sono quello di Savalons e quello che si estende nella campagna tra Galleriano e Nespoledo, in località “Las Rivas” (nel comune di Lestizza). Qui si scorgono alcuni rilievi del terreno, considerati le tracce di un campo romano: questi luoghi vennero scelti per costruire degli accampamenti perché qui anticamente scorrevano le acque delle lavie, corsi d’acqua effimeri e di piccole dimensioni disposti a raggiera, capaci di gonfiarsi d’acqua dopo piogge intense e prolungate e il cui alveo faceva da limite naturale a questi villaggi.

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All’altezza di Sedegliano il  Tagliamento appare davvero molto ampio, tanto che da una sponda si fa fatica a scorgere quella opposta; esso risulta solcato solo da pochi canali intrecciati a percorso variabile e con spostamenti laterali e il suo letto appare enorme ma per la maggior parte asciutto: in periodo di magra, infatti, la maggior parte delle acque viene assorbita dall’alveo molto permeabile e va ad alimentare la falda freatica nel sottosuolo. L’alveo del Tagliamento occupa la parte occidentale del territorio, ma condiziona indirettamente tutta la bassa pianura, costituita dai terreni porosi interessati dal fenomeno delle risorgive. La ricchezza di corsi d’acqua, che con il loro sviluppo capillare formano una trama di paesaggi estremamente coinvolgenti e suggestivi, si può proprio considerare la principale caratteristica della bassa pianura: quest’area interessa i comuni di Codroipo, Camino al Tagliamento, Varmo, Talmassons, Bertiolo, Mortegliano e Castions di Strada, in cui si rinvengono frequentemente piccole estensioni acquitrinose e dove l’acqua trapela a deflusso libero nei sedimenti superficiali, raccogliendosi in una fitta rete di piccoli canali.

Nel territorio di Codroipo successivamente agli anni ’20, la bonifica delle praterie inondate e gli interventi di regimazione delle rogge, non più a decorso libero e naturale, hanno modificato in maniera consistente l’aspetto del territorio, con lo scopo principale di rendere coltivabili queste terre.

Anche il comune di Varmo si estende pochi chilometri a sud della linea delle risorgive: anche qui la falda idrica sotterranea emerge in superficie e l’acqua sgorga sotto pressione, generando le caratteristiche olle. Il territorio è percorso dall’omonimo fiume di risorgiva: quasi lungo tutto il suo corso si può ammirare una rigogliosa vegetazione che forma il bosco golenale e che offre un ambiente incontaminato e di particolare bellezza, dove il silenzio è interrotto soltanto dal canto degli uccelli o dallo scorrere dell’acqua in prossimità di qualche salto o di qualche piccola cascata.

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Anche il territorio di Talmassons e delle sue frazioni è posto per la maggior parte nella bassa pianura, e anche qua le acque di risorgiva sono le protagoniste del paesaggio.
Da Sterpo, per i più sportivi, partono anche percorsi in canoa alla scoperta delle straordinarie caratteristiche ambientali dello Stella; ma anche chi rimane sulle sponde, può accorgersi facilmente che Sterpo è un piccolo gioiello di natura e di cultura. Dopo aver ammirato la natura selvaggia dei biotopi protetti di Flambro e Virco e aver costeggiato il corso del fiume Stella, luoghi di grande interesse scientifico, il territorio può offrire al visitatore la possibilità di numerose passeggiate a piedi, a cavallo o in mountain-bike, lungo itinerari in cui ammirare altri paesaggi incontaminati tra lo scorrere suggestivo delle acque delle rogge.  Un’ulteriore opportunità per il turista è anche una visita all’osservatorio astronomico di Talmassons, di recentissima costruzione, destinato ad attività scientifica, ma anche e soprattutto divulgativa per gli appassionati degli astri.

La descrizione dell’area del Medio Friuli segue, a questo punto, il percorso di un altro fiume: il Cormor. Anch’esso, pur solcando un paesaggio rurale improntato a una regolare suddivisione degli appezzamenti secondo i dettami del riordino fondiario, arricchisce il territorio di Mortegliano e di Castions di Strada di ampie aree verdi che permettono di conservare una notevole vivacità paesaggistica.

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Un modo originale e suggestivo per osservare i paesaggi di questo territorio è salire in cima al campanile di Mortegliano, famoso per essere il più alto d’Italia: dai suoi 113 metri di altezza, raggiungibili facilmente per mezzo di una scala interna a spirale che conduce fino alla cella campanaria, si gode infatti di una vista mozzafiato, che nelle giornate limpide, spazia su buona parte della regione. Anche dall’alto si nota la grande abbondanza dei campi coltivati a mais, che è sicuramente il prodotto più tipico e il vero fiore all’occhiello di questa zona: qui, infatti, è famosa la “blave di Mortean”, una farina di polenta di qualità, prodotta con particolari tecniche di coltivazione e trasformazione del mais, che ha lo scopo di far conoscere anche oltre i confini regionali questa tradizione storica nella coltivazione del granturco. Inoltre Mortegliano, pur mantenendo la tranquillità di un piccolo centro, è in grado di offrire al turista servizi correlati allo sport e al tempo libero: a nord dell’abitato si trova il circolo ippico del Cormor, punto da cui partire per avventurose esplorazioni a cavallo nella campagna circostante, e ulteriore attrattiva turistica è il campo da golf di Chiasiellis, che evoca le atmosfere della campagna inglese ed è inserito in un circuito nazionale ed internazionale di tipo turistico-ricettivo.

Visitare gli 11 comuni del Medio Friuli permette di immergersi nel Friuli più autentico, caratterizzato da lunghi filari di alberi e suggestivi corsi d’acqua, da olle sorgive e da specie floristiche e faunistiche di eccezionale importanza, da borghi storici e casali rustici, da mulini e sontuose ville e parchi; il suo territorio, infatti, conserva ancora elementi di paesaggio ottocentesco e notevoli testimonianze del passato, oltre a biotopi protetti e aree ancora naturali, che per tutti possono diventare occasione di piacevoli e inattese scoperte.

 

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