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Codroipo è una cittadina di 15.887 abitanti, il cui comune comprende ben tredici frazioni (Beano, Biauzzo, Goricizza, Iutizzo, Lonca, Muscletto, Passariano, Pozzo, Ravidischia, Rivolto, San Martino, San Pietro, Zompicchia), percorse da oltre 50 Km di piste ciclabili, che offrono l’incanto di splendidi percorsi naturalistici lungo rogge, olle e fontanili (Itinerario ciclo-turistico delle Risorgive), le atmosfere tardo-romantiche dei giardini signorili di antiche ville venete (Itinerario dell’acqua e delle ville) e numerosi borghi di interesse rurale (a Goricizza, Lonca, Muscletto, Passariano, San Martino).

Il Tagliamento, dal punto di vista geografico, è sicuramente l’elemento più importante della morfologia del territorio di Codroipo, che più di altri comuni ha vissuto un rapporto molto diretto con il grande fiume, che qui fa da confine con la provincia di Pordenone. Sin dalle origini la presenza umana nel territorio codroipese è stata condizionata dalle acque del Tagliamento: acque devastatrici, a causa delle frequenti piene e inondazioni del fiume, e acque “amiche” e fonti di sopravvivenza, per le diverse attività produttive che nei secoli hanno reso possibili.

Malgrado Codroipo non godesse direttamente dei benefici di un guado sul fiume e del passaggio di imbarcazioni, la volontà di utilizzare il corso d’acqua a scopi economici e agricoli è testimoniata nei secoli. Quando poi, nell’Ottocento, furono costruiti i ponti della strada e della ferrovia, Codroipo si confermò senza dubbio al centro delle principali direttrici della viabilità. Il primo nucleo abitato sorse in epoca pre-romana nella zona ricca di acque delle risorgive, mentre poco più a nord, dove oggi si estende il centro cittadino e il naturale affiorare delle acque cede il posto ad un suolo ghiaioso e permeabile, è sempre stato necessario approvvigionarsi altrove dell’acqua necessaria. Una fonte di prelievo idrico diretto dal Tagliamento è la roggia di Codroipo, la cui presa è situata a Carpacco e il cui decorso si sviluppa prevalentemente in golena del fiume per piegare nella parte terminale verso l’abitato di Codroipo, poco a valle del quale la roggia va a confluire nel sistema dello Stella. Ma già nell’XI secolo è attestata la presenza di questo corso d’acqua artificiale, conosciuto anche come roggia di San Odorico, che prelevava acqua dal Tagliamento per servire il centro abitato per gli usi domestici di prima necessità e fornire forza motrice a vari molini, battiferri ed altri impianti dislocati lungo il corso d’acqua.

Roggia

Il controllo della macinazione e di tutte le attività legate al passaggio dell’acqua garantì nel tempo alle famiglie aristocratiche un maggiore sviluppo della propria area di influenza e un significativo consolidamento del proprio potere, anche nei confronti di ingerenze e influenze esterne, ad esempio dei Conti di Codroipo o della famiglia Manin.

Fin dall’epoca del dominio veneto, inoltre, un nuovo grande progetto prese forma: l’idea di collegare Codroipo alla laguna attraverso un canale navigabile; l’impresa, già suggerita al fine del Cinquecento da Giulio Savorgnan alla Serenissima, fu realizzata però solo dopo l’Unità d’Italia, con la costruzione del canale Ledra -Tagliamento, non navigabile, ma che risolse  il problema del rifornimento idrico a scopi irrigui della pianura a nord delle risorgive.

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La zona più ricca di acque si sviluppa invece sul bordo orientale del conoide del Tagliamento, poco al di sotto della linea delle risorgive, anticamente detta in friulano “Lis Moraulis” (dallo slavo morava), dove cioè si incontrano le ghiaie tipiche dell’alta pianura con le sabbie e le argille della bassa pianura di origine alluvionale; qui dai fontanili (cavità ampie dal contorno irregolare, profonde da pochi centimetri a oltre due metri), dalle “lame” (bassure paludose disseminate di tumuli sabbiosi originati dall’erosione delle acque sorgenti) e dalle olle (cavità artesiane a forma di catino) emerge l’acqua sorgiva, caratterizzata da una forte alcalinità e da una temperatura pressoché costante intorno ai 13°C; la fusione di più olle dà luogo a vaste conche chiamate “valadis”; infine dai cosiddetti bollitori le acque risalgono sotto pressione, determinando il caratteristico fenomeno delle bolle d’aria causate da processi putrefattivi della sostanza organica sepolta dai sedimenti. Questa zona paludosa è rimasta pressoché inalterata fino alla fine dell’800, ma successivamente agli anni ’20 la bonifica delle praterie inondate e gli interventi di regimazione delle rogge, non più a decorso libero e naturale, hanno modificato in maniera incisiva l’aspetto del territorio, con lo scopo principale di rendere coltivabili queste terre. Oggi le ancor numerose emergenze d’acqua danno corpo a un complesso sistema di rogge, individuate con i caratteristici nomi friulani di Aghe Real, Aghe Blancje, Aghe Lusint e Aghe Nere (forse così chiamata perché attraversa una zona ricca di torba), a decorso quasi parallelo, che segnano anche il contorno dell’area, insieme alla roggia di San Odorico.

Esse convergono poco a valle per formare due distinti corsi: il Corno, al quale sono allacciate forzatamente da epoca remota, e la roggia della Cartiera, a sua volta alimentata dall’Acqua Macilars; sino a Muscletto i due canali corrono paralleli e a livello della campagna, dopodiché si legano formando lo Stalla per un breve tratto; prima di prendere il nome di Taglio, quest’ultimo si fonde con altre due correnti, la Torsa e lo Stella propriamente detto, dando origine alla fine al fiume di risorgiva più significativo della regione.

Alla fine degli anni ’70 ci si rese conto che almeno alcuni ambiti non completamente compromessi di questo territorio dovevano essere conservati, sia come memoria storica di un paesaggio in forte contrazione sia per le emergenze floro-faunistiche, che solo allora vennero messe in risalto e di cui si temeva una irreversibile scomparsa. Per questo oggi qui si trova l’area più significativa dal punto di vista ambientale, il Parco delle Risorgive, che si estende per circa 40 ettari poco a sud del centro di Codroipo: si tratta di un’oasi naturalistica che la regione ha voluto preservare con una speciale delibera del 1983, attrezzata con strade bianche, ponti, tabelle tematiche, aree di sosta per giochi e pic-nic e percorsi segnalati in modo da non intaccare le realtà naturalistiche di altissimo valore presenti nel parco stesso.
L’area, caratterizzata dal fenomeno dell’affioramento delle acque in olle e fontanai e dallo scorrere rapido delle rogge, è visitabile in qualunque momento del giorno e dell’anno e offre la possibilità di inoltrarsi a piedi tra suggestivi e piacevolissimi paesaggi, che altrove è ormai difficile vedere, poiché le bonifiche delle paludi e delle praterie umide hanno trasformato il territorio eliminando molte specie floro-faunistiche di grande risalto.

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La passeggiata in questo Parco si può completare con una interessante visita ai vari mulini, protagonisti o testimoni di numerose vicende passate, sorti in quest’area grazie all’abbondanza di acque e ubicati ai margini della zona boschiva, lungo la roggia di San Odorico. Benché esistesse un mulino che sfruttava l’energia idraulica della roggia anche nel centro cittadino per alimentare un’officina di battiferro (la fàrie), è proprio nella zona delle risorgive, in posizione isolata, che si concentra la maggior parte di questi insediamenti produttivi: i cinque mulini principali si possono raggiungere in auto percorrendo lo stradone che dal prato antistante Villa Manin di Passariano va verso sud, per poi girare a sinistra verso Lonca, oppure in bicicletta imboccando la strada dei Mulini che da una parte costeggia il parco e dall’altra corre sull’argine del torrente Corno e che, prendendo la direzione a sinistra verso Lonca, diventa una pista ciclabile a fondo naturale. I mulini di Passanigo, di Bert, di Bosa, della Siega e “dalli Stali”, testimoni della passata civiltà contadina basata sullo sfruttamento della terra e dei corsi d’acqua, si susseguono da nord a sud, a distanze tra loro imposte dalle piccole ma efficaci cadute di pendenza necessarie ad imprimere velocità alle pale.

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Codroipo è ovunque ricca di acque e persino a pochi passi dalla trafficata strada pontebbana e a poca distanza dal centro cittadino, è possibile trovare una piccola oasi naturale, il laghetto “delle grovis”, dove riposare e rilassarsi all’ombra della vegetazione e con la compagnia di anatre, germani e altri piacevoli uccelli acquatici.
Percorrendo gli argini di questo fossato inondato è possibile fare interessanti incontri, ad esempio con le rane verdi (Rana esculenta) o le raganelle (Hyla arborea) che frequentano le fronde delle siepi alberate; nelle giornate umide si incontra anche il Rospo comune (Bufo bufo) che conduce vita terricola insieme alla Rana agile (Rana dalmatina).

Chi invece ama i parchi più raffinati di stile classico, non può esimersi dal visitare i giardini che ornano alcune delle più famose ville del codroipese, dall’ampio parco con peschiera che si estende sul retro di Villa Colloredo Mels a Muscletto, a quello di Villa Kechler a San Martino, dove lo scrittore Ernest Hemingway veniva a trascorrere alcuni periodi ospite dell’amico conte Carlo Kechler, conosciuto durante una vacanza a Cortina. Anche Villa Manin a Passariano, stupendo esempio di villa veneta in Friuli, è importante dal punto di vista naturalistico essendo immersa in un parco secolare di diciotto ettari situato nella parte posteriore, ma che costituisce parte integrante del complesso monumentale.

Codroipo, dunque, centro principale del Medio Friuli, è un’interessante cittadina, che può offrire molto al visitatore: ambienti di risorgiva avvolti da una fresca vegetazione e ricchissimi di specie rare ed endemiche; antichi mulini e suggestivi percorsi a piedi e in bicicletta che permettono di riscoprire le antiche usanze e tradizioni contadine; preziose e aristocratiche ville, affascinanti per la loro storia e abbellite da maestosi e curatissimi giardini.

 

 

Per approfondire:

Il Parco delle Risorgive La via dei mulini Il Parco di Villa Manin
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Ulteriori informazioni:

Abitanti: 15.887
Estensione territoriale: 74,6 Kmq
Frazioni: Beano, Biauzzo, Goricizza, Iutizzo, Lonca, Muscletto, Passariano, Pozzo, Rividischia, Rivolto, San Martino, San Pietro, Zompicchia.

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