Codroipo Cuore Live del Medio Friuli

Sito del Turismo del Medio Friuli: conoscere, capire e gustare il Medio Friuli

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Il Medio Friuli a tavola

La tavola è, senza dubbio, uno dei grandi protagonisti del viaggio alla scoperta del Medio Friuli.
Il cibo, o meglio l’enogastronomia, rappresenta non solo una fonte di sostentamento, bensì un elemento inscindibile dalla sua cultura; un prezioso veicolo per tramandare le tradizioni, figlie di uno stile di vita genuino, antico e campestre.
Chi visita i luoghi della pianura medio-friulana non può restare indifferente di fronte alla bontà dei prodotti che si possono gustare nella miriade di osterie, frasche, trattorie e agriturismi presenti sul territorio, nonché nel contesto delle innumerevoli sagre e manifestazioni paesane che celebrano da decenni le pietanze autoctone.

Lo stesso Sergio Maldini, scrittore e giornalista toscano innamorato del Friuli e di Varmo, scrisse nel suo famoso romanzo “La casa a Nordest” che "chi ignora le trattorie della Bassa, non sa cos’è la dolcezza della vita".

Autenticità dei sapori e genuinità degli ingredienti garantiscono il gusto unico e la qualità dei piatti tipici, che si preparano in questo territorio durante le quattro  stagioni: dalla zucca alla selvaggina in autunno; alle zuppe, i salumi e le carni (specie quelle di maiale) in inverno; dagli asparagi (bianchi e verdi) alle deliziose erbette (lo sclopit - erba di Sileno, la tale – tarassaco, argielut - valerianella e gli urtiçons - germogli di luppolo) che spuntano in primavera nelle campagne, nelle zone umide e lungo i rii, buonissime se utilizzate per preparare risotti, gnocchi e frittate; fino alle mele croccanti di fine estate.

Tra i prodotti di eccellenza, spiccano sicuramente i vini: l’area del Medio Friuli (che rientra nella Doc Friuli Grave, la più vasta zona a Denominazione controllata della regione) è nota a tutti, sia per i rossi corposi e ricchi di aromi come il Merlot, i Cabernet, il Pinot nero e il Refosco dal peduncolo rosso; sia per i bianchi freschi e fruttati, tra cui gli autoctoni Friulano e Verduzzo, lo Chardonnay e i Pinot.

A Bertiolo, tra l’altro, da oltre sessant’anni, nel mese di marzo, si svolge la Festa del Vino, fiera enologica caratterizzata dall’importante concorso “Bertiûl tal Friûl”, riservato alle aziende vitivinicole di tutte le denominazioni del Friuli Venezia Giulia che si sfidano sul filo della qualità. È la particolare conformazione del suolo a determinarne la peculiarità: il calore del sole viene più facilmente assorbito dal terreno durante il giorno, grazie alla composizione ghiaiosa, sprigionato di notte. Si tratta di un fenomeno naturale che permette il mantenimento di un clima con sbalzi di temperatura poco consistenti e conferisce alle uve qualità zuccherine e aromatiche inconfondibili.
Ottime sono anche le grappe, gradevolissimi digestivi e distillati di vinacce che soddisfano tutti i gusti grazie alla ricca gamma di combinazioni: more di rovo e di gelso, mele, mirtilli, erbaluisa, liquirizia e molte altre.

Passando ai piatti e alla gastronomia, questo viaggio alla scoperta del “Friuli di Mezzo” non può non soffermarsi sulla radicata tradizione casearia e sui formaggi tipici, le cui infinite varietà rendono famoso il territorio. Un territorio in cui sono ancora attive le Latterie turnarie che continuano a caseificare secondo le regole ottocentesche. Il formaggio Latteria è l’ingrediente indispensabile per la preparazione del frico, una delle prelibatezze più note di questa regione: formaggio grattugiato cotto nel burro o nel lardo; è buonissimo sia nella sua versione croccante, ideale per aperitivi e antipasti, sia in quella morbida, da abbinare a patate, cipolle ed erbette.

Ma per preparare un frico Doc, la materia prima si chiama formaggio Montasio, la cui genuinità è garantita da un marchio di origine e qualità (la Denominazione di origine protetta è stata concessa nel 1996). È Codroipo la casa del Montasio: qui, infatti, ha sede il Consorzio di tutela di questo formaggio, unico centro di stagionatura in Italia, dove un sapiente controllo di tutti i parametri ambientali ne asseconda la lenta maturazione e ne esalta le caratteristiche di partenza.

Altrettanto saporiti e genuini sono i salumi, ottimi come antipasto, da abbinare al formaggio su una calda fetta di pane appena sfornato e, magari, preparato utilizzando la farina di mais di Mortegliano, altro prodotto peculiare di queste terre.

Da provare la pancetta, l’ossocollo, la sopressa e il salame che, ancora fresco, viene cotto con aceto e cipolla divenendo uno dei piatti tipici della zona.

I salumi di origine suina, costituivano un tempo la principale scorta proteica delle famiglie, sulle cui tavole non mancavano (e non mancano tutt’oggi) anche le carni ruspanti degli animali da cortile: coniglio, gallina, pollo, tacchino, faraona, anatra e oca.

Ma frico, antipasti e carni sono ancora più gustosi se abbinati a una fumante polenta dorata.
La diffusione di questa pietanza è dovuta soprattutto al fatto che il mais è il re tra le coltivazioni medio-friulane: dalla macinatura della sua granella bronzea, infatti, si ricava la caratteristica farina gialla, ingrediente essenziale per la preparazione della polenta, cantata da padre David Maria Turoldo con uno struggente: "Polenta mia, guai se qualcuno parlerà male di te”, legato ai suoi ricordi di bambino a Coderno, all’inizio degli anni Venti. Ed è a Mortegliano che nasce il marchio “Blave di Mortean” a garanzia della qualità delle farine di mais con cui si prepara la polenta friulana, ma anche il pane e deliziosi biscotti nelle varianti con o senza cioccolato.

Uno dei più tipici, parlando di biscotti, è quello dal singolare colore giallo di Codroipo: arricchito con mandorle, nocciole, pinoli e uvette. è riconoscibile per la forma di un crocevia di 4 strade che evoca il nome latino del paese da cui proviene: Quadrivium.

Anche la coltivazione delle mele è una risorsa importante per il territorio tanto che, ogni settembre, a Pantianicco (in comune di Mereto di Tomba) si svolge la Mostra regionale della mela, dove vengono esposte tutte le varietà locali. Da questo frutto si ottiene il noto sidro, ma anche squisiti succhi e un ottimo aceto.

Le mele sono pure ingrediente principe di diverse varietà di dolci e di frittelle, qui chiamate pomelle.

La brovada è un piatto caratteristico del Medio Friuli, la cui origine si perde nella notte dei tempi. È una particolarità gastronomica tutta friulana, preparata con rape macerate a lungo nella vinaccia (e per questo, forse dal sapore un po’ forte e ruvido – "cibo dei forti” -, ma unica nel suo genere), quindi cotte e servite con il muset, una sorta di cotechino di carne suina, ottimo da mangiare a fette.

Concludiamo questo viaggio enogastronomico con i piatti a base di pesce.

Oltre al baccalà e allo stoccafisso (due varianti del merluzzo, la prima conservato sotto sale e la seconda essiccato all’aria aperta), la specie ittica più diffusa e consumata in Friuli è la trota: la regione, tra l’altro, ne è il primo produttore italiano.

Le correnti dello Stella e del Varmo, corsi d’acqua di risorgiva, limpidi e ricchi di ossigeno, sono l’habitat ideale per la regina delle acque dolci. Fresca e appena pescata o affumicata con legni pregiati o erbe aromatiche, la trota è la protagonista di ricette prelibate, da gustare soprattutto nelle frasche situate sulle sponde dei fiumi.

Il Medio Friuli è, quindi, una terra che vanta una ricca e antica tradizione culinaria, da assaggiare, capace di soddisfare tutti i palati.

 

I prodotti del Medio Friuli

Il Friuli Venezia Giulia, rispetto ad altre regioni d’Italia, ha aperto un po’ tardi il suo scrigno enogastronomico. In ogni caso, ora che ci si può ben guardare dentro, ciò che si vede è assai bello e interessante. Le specialità prodotte, tutelate e valorizzate non sono tantissime, ma con esse si confezionano i piatti che stanno facendo conoscere questa cucina sapida e variegata a un numero sempre più grande di appassionati ed estimatori.

La tutela della Dop (Denominazione d’origine protetta), è appannaggio del prosciutto di San Daniele e del formaggio Montasio (in provincia di Trieste, la Dop tutela l’olio extravergine d’oliva “Tergeste”). La mela Julia è stata riconosciuta a Dop, nel 2010 e la brovada nel 2011. Il prosciutto (affumicato) di Sauris vanta l’Indicazione geografica protetta (Igp), dal 2010.

Nell’Elenco delle specialità agroalimentari regionali tradizionali, sono iscritti 151 prodotti divisi nelle seguenti categorie: bevande alcoliche, distillati e liquori (9); carni fresche e loro preparazione (45); condimenti (3); formaggi (15); grassi (3); prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati (34); paste fresche e prodotti della panetteria, biscotteria, pasticceria e confetteria (17); preparazione di pesci, molluschi, crostacei e tecniche particolari degli stessi (13); prodotti di origine animale (12). A questi, si può aggiungere il biscotto di Codroipo, arricchito con mandorle, pinoli e uvetta, dalla caratteristica forma a crocevia.

Formaggio Montasio e Latteria, salumi, brovada, trote, asparagi, mele Julia, grappe, polenta, sono le eccellenze gastronomiche del Medio Friuli.